FAQ – Risposte alle domande più frequenti

In questa sezione è pubblicato l’elenco delle domande più frequenti poste all’Ente. Queste rappresentano per noi un mezzo per dare una risposta a quesiti di carattere generale e specifici, che interessano la cittadinanza, gli operatori economici, i turisti, e tutti coloro che vorranno consultarle. Le domande risposte (FAQ – Domande frequenti) sono ordinate per settore dell’Ente. Sono consultabili liberaremente.

Nel caso in cui non trovi risposte, mediante il modulo di richiesta posto in fondo alla pagina è possibile porre la domanda giusta e ti risponderemo subito!


EMERGENZE

A chi devo rivolgermi per segnalare situazioni di pericolo su pali della pubblica illuminazione?

Contattare la Ditta Lucania Energy S.r.l. quale gestore del servio di manutenzione degli impianti. Cell. 346 4998835

A chi devo rivolgermi per segnalare situazioni di pericolo su pali Telecom?

Contattare il NUMERO VERDE 800 31 54 29

A chi devo rivolgermi per segnalare situazioni di pericolo su pali Enel?

Contattare il NUMERO VERDE 800 41 50 42

A chi devo rivolgermi per un’emergenza tecnica o per la richiesta di pronto intervento a fronte di un problema relativo all’energia elettrica?

Contattare il NUMERO VERDE Segnalazione Guasti e Pronto Intervento 803.500

A chi devo rivolgermi per un’emergenza tecnica o per la richiesta di pronto intervento a fronte di un problema relativo all’acquedotto o alla fognatura?

Contattare il NUMERO VERDE Segnalazione Guasti e Pronto Intervento di Acquedotto Lucano 800 99 22 93.

Dal lunedì al venerdì 09:00 – 13:00 || 14:00 – 17:00 Si invita l’utenza a contattare il numero verde di assistenza clientela 800 99 22 92 per qualsiasi esigenza (voltura, nuovi allacci, rateizzazioni, contestazione fatture e revisione consumi fatturati). Qualora non sia possibile evadere la richiesta telefonicamente, gli operatori del Contact Center 800 99 22 92 potranno fissare, nonostante la chiusura degli sportelli, un appuntamento presso le sedi.

RACCOLTA DIFFERENZIATA

Dove posso reperire sacchetti e contenitori?

Per il ritiro dei sacchetti e dei contenitori chiamare il Numero verde 800 98 38 25

Maggiori dettagli qui

Cosa sono i sacchetti compostabili?

Sono sacchetti da utilizzare per mettere i rifiuti organici (umido domestico)

Cosa va nell’umido?

Nel cassonetto dell’umido domestico puoi buttare i rifiuti organici domestici. Questi alcuni esempi:

  • Scarti alimentari crudi o cotti di frutta e verdura
  • Gusci di molluschi
  • avanzi di cibo
  • fondi di caffè
  • filtri di altre bevande ad infusione
  • fazzoletti e tovaglioli di carta usati
  • semi, fiori recisi, resti e foglie di piante d’appartamento

Per maggiori informazioni sulla raccolta differenziata vai alla pagina dedicata.

Emergenza covid-19: come raccogliere i rifiuti domestici?

Dal primo aprile 2022 cambiano le regole rispetto a come vanno differenziati e smaltiti i rifiuti dei cittadini positivi al covid 19 continuando ad effettuare la differenziazione dei rifiuti.
I soggetti positivi al Covid infatti potranno continuare ad effettuare la differenziata secondo il consueto calendario e dovranno solo seguire alcuni accorgimenti per limitare il più possibile errori nella raccolta e nel conferimento dei rifiuti a salvaguardia della sicurezza in ambito domestico e della salute degli operatori ecologici addetti alla raccolta, secondo quanto indicato dall’Istituto Superiore di Sanità.

Intanto andrà usato un sacchetto apposito per fazzoletti,  mascherine, guanti, tamponi per test rapidi, e qualsiasi tipo di materiale che possa essere stato contaminato, lo stesso sacchetto va inserito in quello dei rifiuti indifferenziati ma la raccolta differenziata può proseguire.
Questa, in sintesi, l’indicazione sulla raccolta dei rifiuti domestici per chi è a casa colpito dal Covid.
E’ stato realizzata un’apposita info grafica sulle nuove regole da seguire e su come comportarsi per lo smaltimento differenziato dei rifiuti, sia se si è positivi e per quando non lo si è più scaricabile dal sito web del Comune.

Sinteticamente si precisa che:

  • occorre confezionare tutte le tipologie di rifiuti secondo le regole in modo da non danneggiare e/o contaminare esternamente i sacchi. Ogni qualvolta siano presenti oggetti taglienti, a punta o comunque in grado di provocare lacerazioni dell’involucro (oggetti o frammenti in vetro o metallo), si raccomanda di eseguirne il conferimento con particolare cura (es. avvolgendoli in carta o panni) per evitare di produrre lacerazioni dei sacchi con conseguente rischio di fuoriuscita del loro contenuto. Per tutte le frazioni dovranno essere utilizzati ALMENO 2 SACCHETTI uno dentro l’altro (della stessa tipologia prevista per la frazione raccolta);
  • diversamente, fazzoletti di carta, carta in rotoli, mascherine e guanti, tamponi per test per autodiagnosi Covid-19, ecc. dovranno essere inseriti in una busta separata e chiusa, prima di essere introdotti nel sacco dei rifiuti indifferenziati.
Si raccomanda in generale di:
1) chiudere adeguatamente i sacchi eventualmente utilizzando guanti monouso;
2) non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani;
3) evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti sacchetti di rifiuti;
4) far smaltire il rifiuto dalla propria abitazione con le procedure in vigore sul territorio.
I guanti monouso utilizzati per l’operazione dovranno essere rimossi rovesciandoli (per evitare che vengano a contatto con la cute) ed essere eliminati nel successivo sacco di rifiuti indifferenziati .

SERVIZI CIMITERIALI

A chi devo rivolgermi per segnalare un malfunzionamento alla lampada votiva?

Le segnalazioni di guasti o disservizi, riguardanti l’illuminazione votiva devono essere segnalare alla Ditta Lucania Energy S.r.l. quale gestore del servio di manutenzione degli impianti. Cell. 346 4998835

Non è consentito agli utenti asportare o cambiare lampadine, modificare o manomettere l’impianto, eseguire attacchi abusivi, cedere e subaffittare la corrente e fare quanto altro possa, in qualunque modo, apportare variazioni all’impianto stesso.
Il Comune non assume responsabilità per eventuali interruzioni dipendenti dalla corrente elettrica, per guasti o danni causati da forza maggiore, per riparazioni alla rete, per violenti temporali, incendi ed in genere per il fatto di terzi.

E’ comunque compito dell’abbonato segnalare per tempo eventuali guasti.

Altre info qui

Come richiedere il servizio di illuminazione votiva?

Il contratto prevede l’attivazione di un punto luce per loculi, sepolcri e fosse. La richiesta va presentata al protocollo del Comune di Sarconi compilando il modello

Cosa fare in caso di decesso?

Quando si verifica un lutto in famiglia occorre denunciare il decesso all’Ufficiale di Stato Civile del Comune in cui è avvenuto il decesso: è possibile provvedervi direttamente o tramite l’impresa cui viene affidato il servizio funebre. Inoltre è necessario fare richiesta del loculo cimiteriale. Per scaricare il modello clicca qui

EDILIZIA PRIVATA

Per la realizzazione dei muri di cinta serve il Pdc o la SCIA?

La scelta del titolo abilitativo avviene per dimensioni, caratteristiche e materiali, controllare anche la normativa regionale Carlo Pagliai Autore La chiusura del proprio fondo e lotto di proprietà è considerato un diritto assoluto che il proprietario può effettuare in qualsiasi momento e in qualsiasi modo, perfino senza permessi edilizi di alcun genere. In verità da decenni occorre fare la distinzione tra esercizio dello ius aedificandi e dello ius excludendi alios, e va riscontrata caso per caso in base alle caratteristiche del manufatto.
Questo principio è assai consolidato in giurisprudenza amministrativa e ci viene nuovamente ricordato dalla sentenza n. 1609/2022 del Consiglio di Stato, che vedremo di seguito.
La realizzazione di muri di cinta e recinzioni può avvenire con diverse caratteristiche costruttive, materiche, strutturali e ovviamente estetiche; di conseguenza esistono moltissime modalità di costruzione, in certi casi comportanti o meno impatto visivo e architettonico. Facciamo un paio di esempi contrapposti:
– a basso impatto, o prive di rilevanza edilizia: le recinzioni realizzate in rete con sostegni semplicemente infissi al suolo senza opere murarie, o le staccionate in legno semplicemente infisse al suolo, ecc;
– ad alto impatto o rilevante: muretti con fondazione e soprastante rete inferriata, oppure muro a tutta altezza, ecc.

Quando la recinzione costituisce trasformazione urbanistica edilizia del territorio
Il Testo Unico Edilizia DPR 380/01 non individua espressamente le recinzioni e muri di cinta tra le categorie di intervento, mentre prima della sua entrata in vigore furono inserite tra le opere sottoposte a Denuncia Inizio Attività (DIA) con L. 662/1996. Purtroppo l’attuale assenza di una chiara disciplina per realizzare o modificare le recinzioni (e muri di cinta) non aiuta il cittadino, tecnici e pubblica amministrazione a scegliere il relativo titolo edilizio. Questo vuoto è stato in parte colmato da quelle regioni che si sono dotate di una legge sul governo del territorio, con la quale hanno individuato le opere comportanti trasformazioni urbanistiche ed edilizie del territorio, quelle di minore rilevanza e perfino in edilizia libera. Tralasciando le regioni che hanno regolamentato ciò, analizziamo i principi e regole generali.
PARTIAMO DAL PRINCIPIO GENERALE: LA RILEVANZA DELL’OPERA
Per prima cosa riporto il principio generale consolidato in Consiglio di Stato:
“in materia urbanistica, non è necessario un idoneo titolo edilizio per la realizzazione di una recinzione nel caso in cui sia posta in essere una trasformazione dalla quale, per l’utilizzo di materiale di scarso impatto visivo e per le dimensioni ridotte dell’intervento, non derivi un’apprezzabile alterazione ambientale, estetica e funzionale, pertanto la distinzione tra esercizio dello ius aedificandi e dello ius excludendi alios va riscontrata nella verifica concreta delle caratteristiche del manufatto (Cons. di Stato n. 1609/2022, n. 8178/2019)”.
In esso si può ricavare un criterio generale passante sopratutto per l’entità e caratteristiche; trovo utile completare il ragionamento riportando un altro principio consolidato in giurisprudenza amministrativa:
“si deve, infatti, considerare che le recinzioni non comportanti, per caratteristiche costruttive (realizzate senza opere murarie, con rete metallica sorretta da paletti di ferro o di legno, prive di muretti di sostegno) un’apprezzabile trasformazione territoriale non richiedono alcun titolo edilizio, in quanto entro tali limiti il manufatto rientra tra le manifestazioni del diritto di proprietà rappresentando una manifestazione non dello ius aedificandi, ma del diritto di chiudere il fondo sancito dall’art. 841 c.c. (fra le altre, cfr. Cons. Stato, sez. IV, 14 giugno 2018, n. 3661; sez. V, 9 aprile 2013, n. 1922); anche secondo altra (e più restrittiva) tesi giurisprudenziale, la realizzazione di una recinzione a protezione della proprietà, quando abbia dimensioni limitate, non è comunque considerata soggetta a permesso di costruire, non comportando una “trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio”, ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. 380 del 2001, rientrando quindi (secondo questa tesi) nella nozione residuale degli interventi subordinati a denuncia di inizio attività (art. 22, ora segnalazione certificata di inizio di attività) (Cons. di Stato n. 8433/2021, n. 1997/2020).“
In base a questi principi e normative vigente, passiamo di seguito a chiarire la scelta dei vari titoli abilitativi.
Per prima cosa occorre valutare se l’opera costituisce trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, intesa come opera di una certa rilevanza e destinata a permanere nel tempo.
In caso positivo configura un’opera richiedente il permesso di costruire in base all’art. 10 c.1 lettera c) del DPR 380/01, in quanto rientrante in regime di nuova costruzione (categoria di intervento ex art. 3 comma 1 lettera e) del DPR 380/01). Per esempio ciò si applicherà per muri di cinta con altezza notevole, a maggior ragione se siano anche muri di contenimento o contro terra.
Purtroppo questo criterio rimane appunto un principio generale, da valutare sempre caso per caso in base alle caratteristiche: dimensionali materiche impattivo visivo e ambientale Pertanto in caso di dubbio è necessario confrontarsi con la Pubblica Amministrazione competente, possibilmente con la procedura prevista dall’art. 1 comma 3 del D.Lgs. 222/2016, al fine di ottenere espressa indicazione del corretto titolo abilitativo.

Devo tinteggiare esternamente la mia casa. Quali documenti devo presentare al comune?

Si tratta di intervento di edilizia libera. E’ necessario presentare una comunicazione di manutenzione ordinaria all’Ufficio tecnico comunale, indicando il colore che si intende utilizzare e se l’intervento debab essere eseguito in economia diretta o da un ‘impresa esterna.

Nell’eventualità chedebbano essere installate impalcature sul suolo pubbloco, sarà necessario rivolgersi all’ufficio vigilanza per pagare la tassa di occupazione suolo pubblico.

TASSE E TRIBUTI

Qual è l’importo dell’IMU e della TASI al di sotto della quale non è dovuto il pagamento al Comune?

Si tratta della somma complessivamente dovuta per tributo per l’intero anno da parte di ciascun contribuente, in riferimento a tutti gli immobili da questi posseduti.
Il pagamento è quindi dovuto se l’imposta per ciascun tributo (IMU o TASI) così calcolato è pari o superiore a € 12,00.

ANAGRAFE

Come si richiede il numero civico?

Secondo la normativa dettata in materia di anagrafe, le porte e gli accessi ai fabbricati devono essere provvisti di appositi numeri. Pertanto, quando si costruisce un nuovo edificio o si ristruttura uno esistente, con conseguente modifica dell’ingresso, prima che il fabbricato venga occupato, l’interessato deve farsi assegnare il numero civico oppure deve domandare la verifica della numerazione civica già assegnata. Come si richiede il numero civico? Il proprietario dell’immobile o, più in generale, chiunque ne abbia titolo come l’affittuario, l’amministratore dello stabile o un suo delegato, deve depositare un’apposita domanda in Comune. L’istanza può essere presentata personalmente, in genere all’ufficio protocollo, oppure può essere inoltrata online al Comune. Sarà, poi, l’ufficio di toponomastica ad occuparsi dell’assegnazione del numero civico nonché della revisione della numerazione, qualora ve ne sia la necessità.

Scarica il Modulo per l’attribuzione del numero civico

 

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