Comunicazione inizio lavori asseverata – CILA

Gli interventi subordinati a comunicazione di inizio lavori asseverata sono individuati all’art. 6-bis D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380.
L’art. 6-bis D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, introdotto dall’art. 3, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 25 novembre 2016 n. 222, in combinato disposto con le altre modifiche al T.U.E., hanno reso residuale l’utilizzo della comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA).
Infatti con le nuove disposizioni tutto ciò che non ricade all’art. 6 (Attività edilizia libera), oppure all’art. 10 (Interventi subordinati a permesso di costruire o, in taluni casi, a SCIA sostitutiva ex art. 23) oppure all’art. 22 (Interventi subordinati a segnalazione certificata di inizio attività), è realizzabile tramite comunicazione di inizio lavori asseverata (CILA).

A titolo esemplificativo desumibile dalla tabella A, Sezione II, allegata al D.Lgs. 25 novembre 2016 n. 222:

Manutenzione straordinaria (leggera)
Opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienicosanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni di uso implicanti incremento del carico urbanistico.
Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria, attuabili con CILA, sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso; ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio.

Restauro e risanamento conservativo (leggero)
Interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano anche il mutamento delle destinazioni d’uso purché con tali elementi compatibili, nonché conformi a quelle previste dallo strumento urbanistico generale e dai relativi piani attuativi. Tali interventi, che non devono riguardare le parti strutturali dell’edificio, comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.

Eliminazione delle barriere architettoniche (pesanti)
Gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio.

Serre mobili stagionali (con strutture in muratura)
Serre mobili stagionali funzionali allo svolgimento dell’attività agricola da realizzare con strutture in muratura.

Realizzazione di pertinenze minori
Interventi che le norme tecniche degli Strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, non qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume inferiore al 20% del volume dell’edificio principale.
Per gli interventi soggetti a CILA, ove la comunicazione di fine lavori sia accompagnata dalla prescritta documentazione per la variazione catastale, quest’ultima è tempestivamente inoltrata da parte dell’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia delle Entrate.
La comunicazione si considera efficace una volta ottenuti tutte le altre autorizzazioni, nullaosta, pareri previsti dalla disposizioni normative vigenti per il determinato intervento.
Prima della presentazione, l’interessato può richiedere allo sportello unico di provvedere all’acquisizione di tutti gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l’intervento edilizio, o presentare istanza di acquisizione dei medesimi atti di assenso contestualmente alla comunicazione.
La comunicazione non può essere presentata per presentare varianti progettuali a Permessi di Costruire, DIA o SCIA relativi ad interventi in corso di realizzazione.
La mancata presentazione della comunicazione asseverata comporta l’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste all’art. 6-bis D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 comma 5 e dal Regolamento Edilizio.

MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE COMUNICAZIONI
Deve essere presentata dal proprietario dell’immobile o da chi abbia titolo per inoltrarla, o dal legale rappresentante, in caso di società, o da un procuratore-delegato appositamente conferito tramite procura speciale-delega.

VALIDITÀ
La legge non dispone particolari limiti temporali alla validità della comunicazione.

RIFERIMENTI NORMATIVI
Normativa nazionale
Art. 6-bis D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 “Interventi subordinati a comunicazione di inizio lavori asseverata”
D.Lgs. 25 novembre 2016 n. 222 “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attivita’ (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attivita’ e procedimenti, ai sensi ….”

TERMINI DI CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO
I termini previsti di conclusione del procedimento e i rimedi esperibili in caso d’inerzia sono contenuti nei seguenti riferimenti normativi:
– se la comunicazione non riguarda opere già realizzate o interventi già iniziati, dal momento che la comunicazione non necessita di autorizzazione, i lavori possono iniziare immediatamente dopo la sua presentazione;
– se la Comunicazione Inizio Attività Libera asseverata (C.I.L.A.) è contestuale a istanza di acquisizione atti di assenso Art. 23-bis, commi 1,2 e 3, D.P.R. n. 380/2001
—-conclusione procedimento: comunicazione di avvenuta acquisizione degli atti di assenso entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione oppure dall’esito della conferenza dei servizi fatti salvi interruzioni per motivi procedurali.

 

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